Grottaferrata: l'ultimo braccio di ferro tra sindaco e maggioranza. Con i dubbi su quel "golpe mancato"

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GROTTAFERRATA - Nuove voci di azzeramento a Palazzo Consoli. Anche la stagione consiglia i cambi ma i dubbi restano e gli schieramenti sembrano destinati a cambiare

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Rimpasto sì, rimpasto no. Paolucci sì, Paolucci no. Petrosino sì, Petrosino no. Maggioranza o sindaco? Al gran ballo dell'ultimo braccio di ferro tra i gruppi consiliari (destinati probabilmente a rimescolarsi) e un primo cittadino voglioso di riportare nella giusta direzione una Giunta ancora troppo sbilanciata dalla parte del Consiglio.

E allora? Allora la questione è seria: procedere con un rimpasto di sole deleghe o procedere all'epurazione di uno, al massimo due assessori? E chi mettere dentro? L'ora di Gianluca Paolucci sembra già passata forse anche perché l'ex vice sindaco si è stancato di attendere tanto ed il suo nome ormai è ampiamente "bruciato". Idem dicasi di Giampaolo Petrosino: non che l'ex presidente della Vivace non abbia "appeal" presso il sindaco, ma l'impressione è che proprio al primo cittadino faccia comodo più un consigliere a dargli letteralmente una mano in Aula che un uomo nel suo Esecutivo.

I NOMI, I NOMI - Difficile farne per chi potrebbe entrare, facile individuare invece chi dovrebbe andarsene. Il nome più in bilico era e resta dunque quello di Paolo Rubini, assessore di provata esperienza al quale - però - il sindaco, al di là dell'imposizione ricevuta nello scorso autunno, sembra imputare una scarsa presenza fisica a palazzo Consoli. Facile anche, ancora una volta, inserire il nome di Andrea De Sanctis tra i probabili epurandi, nella consapevolezza però che la posizione del delegato alle Attività produttive oggi è leggermente più salda che nel recente passato.

Traballa invece la presidenza del Consiglio nelle mani di Marco Bosso. Il disegno, tanto per tornarci, sembra essere sempre quello di dare maggiore visibilità alla figura di Fabrizio Marconi, uno degli ultimi entrati in Consiglio comunale ma comunque uno dei più convinti sostenitori del sindaco.

RIMPASTO DI GRUPPI? - La sensazione, e non certo da oggi, è che ormai la maggioranza sia divisa non più tanto in gruppi consiliari quanto in "fedelissimi" e "truppe normali". Della prima schiera fanno parte i già citati Marconi (Forza Italia) e Petrosino (Grottaferrata per noi) ma anche Alessandro Pizzicannella, Andrea Mecozzi e Francesco Giusto (altra new entry). In attesa di ulteriori "ispirazioni" sembrano invece restare i più tiepidi Marco Bosso e Moira Masi (capogruppo FI, LEGGI la sua replica) mentre in posizione più critica ci sono Vincenzo Mucciaccio, Roberta Covizzi e Giovanni Curcio. Sotto quest'ottica è possibile pensare ad una diversa composizione dei gruppi?

IL GOLPE MANCATO - Resta intanto, per chiudere, da intendere come mai i tre dimissionari Riccardo Tocci, Luigi Spalletta e Chiara Stirpe abbiano scelto la strada delle dimissioni singole piuttosto che - come sostanzialmente accaduto a Frascati nei giorni scorsi - non abbiano scelto di firmare insieme all'opposizione. Un "golpe mancato" sul quale torneremo nei prossimi giorni perché è evidente che qualcuno tra gli stessi dimissionari e nella minoranza abbia preferito sfilarsi piuttosto che rischiare di tornare a nuove elezioni. Un'eventualità, quella della caduta della consiliatura e del commissariamento, che i 3 e qualcuno in minoranza devono aver ritenuto poco redditizia. 

L'effetto, è sotto gli occhi di tutti, è quello di aver lasciato in piedi un'Amministrazione che da mesi è letteralmente immobile.

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