A caccia della terza nave di Caligola: task force nel lago di Nemi da metà luglio

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NEMI - L'ipotesi è che a trainare l'imbarcazione palazzo dell'imperatore romano ci fossero non una ma due navi. Un'operazione a costo zero che mette in rete istituzioni, protezione civile ed associazioni. Si parte con le ricognizioni dei sub

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L'ipotesi è plausibile: un sistema a tre imbarcazioni, di cui quella centrale di dimensioni imponenti e sostanzialmente un palazzo galleggiante e del quale la terza non è stata ancora trovata. Nemi chiama Caligola e, come sempre, l'imperatore romano (12-41 dC) risponde con un'emozione ed un'attenzione  che solo un grandissimo nome della storia sa suscitare.

L'idea è di quelle che tirano: mettersi a caccia della terza nave sulla scorta di considerazioni storiche attendibili e della sensazione che a trainare il "palazzo galleggiante" di Caligola fossero due imbarcazioni. D'altra parte, l'immensa opera di ingegneria idraulica della fine degli anni '20 dello scorso secolo coordinata dall'ingegner Guido Uccelli e realizzata grazie alle gigantesche idrovore della ditta milanese Riva e che portò al recupero dei due scafi poi andati distrutti nell'incendio del museo delle Navi del 1 giugno 1944, lasciò inesplorata la parte del lago più profonda, quella sotto Genzano dove le acque raggiungono i 38 metri sotto il pelo libero.

L'ipotesi è suggestiva ed allo stesso tempo fattibile perché quella deliberata dalla Giunta comunale di Nemi nei giorni scorsi è la costituzione di una vera e propria "task force" volontaria ed a costo vicino allo zero (per il momento) che vedrà collaborare il Comune di Nemi, il Mibac (direzione archeologica Lazio), la protezione civile e tutte quelle associazioni che possano essere parte in causa nel progetto. Un'operazione che, coordinata dall'architetto genzanese Giuliano Di Benedetti, è ormai prossima al via.

Giusto il tempo di celebrare i Campionati italiani di nuoto di fondo del 9 luglio e dal lunedì successivo il lago potrebbe trasformarsi in un immenso laboratorio: nel mirino, per l'appunto, l'identificazione e l'eventuale localizzazione della terza nave di Caligola.

"Un'operazione di grande respiro e grande prestigio - spiega il sindaco di Nemi Alberto Bertucci -: siamo convinti che sul fondo limaccioso del lago possa trovarsi ancora un'altra nave oltre a quelle riportare in superficie nel secolo scorso. D'altra parte - aggiunge - dopo quell'immensa operazione, vanto dell'industria e della cultura italiana, non risultano più sondaggi ed immersioni significative".

A metà luglio, quindi, torneranno ad immergersi i sub per una prima ricognizione. "La cosa straordinaria è la messa in rete delle competenze e delle disponibilità di ognuno dei soggeti coivolti. Un'operazione di grande evidenza per il nostro Comune ma anche per il museo delle Navi". Un museo che, va ricordato, pur non ospitando più gli scafi delle due imbarcazioni di Caligola può esporre da 3 anni la statua dell'imperatore romano rinvenuta nei boschi nemesi nel 2011. Un'opera che ritrae Caligola seduto sul trono come Zeus e, pur acefala, riveste una grande rilevanza.

Un'operazione di grande fascino che per certi versi riporta le lancette del tempo indietro di 90 anni attualizzando l'eco che il recupero delle due navi ebbe a livello mondiale. "Non sappiamo se effettivamente nel lago ci sia un'altra nave - conclude il sindaco - ma le evidenze ci concedono questa possibilità e credo sia doveroso valutare e scandagliare".

Una terza nave che oggi è già un bel mistero.

 

 

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