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Sigilli alla casa famiglia lager: 7 minori senza neanche le coperte

24-03-2016

MARINO - Operazione dei carabinieri: denunciati la responsabile della struttura e 3 educatori

ilmamilio.it

Sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Castelgandolfo a sequestrare nelle scorse ore una Casa famiglia di Marino nella quale si trovavano 7 ospiti minori, provenienti dall'Africa, dall'Albania e da zone di guerra.

I militari diretti dal tenente Alessandro Iacovelli hanno trovato gli ospiti in condizioni sanitarie precarie, denunciando la responsabile della struttura e tre educatori. Per loro l'accusa è di abbandono di minori e di persone incapaci. Si tratta di una donna di 48 anni, responsabile dell’associazione ONLUS che gestisce la struttura, del marito 50enne, che svolgeva la funzione di educatore, e di altri due operatori di 22 e 43 anni. I denunciati sono residenti a Roma e a Ladispoli.

Secondo quanto rilevato dai carabinieri agli ospiti, nonostante il corposo assegno incamerato dalla struttura ogni mese dal Comune di Roma per oltre 20mila euro (70 euro a testa per ogni ospite), venivano negate anche le coperte. Trattati come bestie per quanto in quella struttura avrebbero dovuto trovare ospitalità e calore umano. I 7 giovani ospiti, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sono stati ora trasferiti in un'altra struttura di accoglienza romana.

La struttura, operativa nella zona di via Papale ed ampia circa 300 metri quadri (capace di ospitare 9 posti letto), autorizzata all'attività dal Comune di Marino nel 2014, era attiva da due anni ed accoglieva ragazzi segnalati dai Servizi sociali di Roma. L'inchiesta dei carabinieri di Castelgandolfo è partita dall'ennesimo allontanamento di un minore (le cui ricerche sono ancora in atto) ed ha portato alla scoperta di operatori che non vigilavano come avrebbero dovuto. La casa, sita lungo la via Maremmana II, denominata "La cascina" e gestita da una cooperativa, era in condizioni pessime: nelle stanze dove dormivano i ragazzi alcune finestre erano sprovviste anche di vetri ed i ragazzi costretti a dormire all'addiaccio. Nel frigorifero e nella dispensa pochissime cibarie: escrementi di topo un po' ovunque.

Una scena - come descrive chi l'ha vista - da campo nomadi. Sul posto sono intervenuti anche operatori della Asl RM6  e del Comune di Marino che non hanno potuto non rilevare lo stato di avanzato degrado in cui si trovavano i ragazzi.

 



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