Rocca di Papa, scarpe rosse e dibattito: le donne contro la violenza

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ROCCA DI PAPAIn aula consiliare, un dibattito riuscito

La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a Rocca di Papa, è stata celebrata con un importante convegno organizzato – presso un'aula consiliare adornata dall'oramai scarpe rosse (simbolo del movimento contro i femminicidio) - dall’Associazione Onlus “L’Aquilone Rosa”, mirato alle strategie culturali, sociali e politiche per contrastare il fenomeno della violenza di genere. L’evento, dal titolo “365 giorni no! Strategie di contrasto”, patrocinato dal Comune di Rocca di Papa, ha visto la presenza del sindaco Pasquale Boccia e delle forze dell’ordine della città. Al tavolo dei relatori, il consigliere regionale Piero Petrassi, firmatario della L.R. 4/2014 (“Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna”), il presidente di 'Aquilone Rosa'' Margherita Silvestrini, Veronica Di Biagio (Associazione ''Incontatto'', Sergio Ierace, comandante del locale Corpo di Polizia Locale e protagonista in passato di una intensa attività per la repressione dei fenomeni di violenza sulle donne, e l'assessore Veronica Trinca. Durante i lavori è stato presentato inoltre il bozzetto del murales contro il femminicidio che verrà realizzato nei vicoli del centro storico.

Il sindaco Pasquale Boccia, presenziando il dibattito, ha affermato: ''Il termine ''eliminazione della violenza'' è quello che mi piace di più. Educare la società su questa strada è fondamentale, partendo anche da percorsi come quello che abbiamo individuato attraverso il Murales del Liceo Artistico di Grottaferrata, che si è già reso partecipe con la Sagra delle Castagne. La violenza è sopratutto un fenomeno culturale, un fenomeno che non si placa e che si inquadra anche all'interno di un contesto di difficoltà all'interno del mondo del lavoro o dell'autonomia delle persone. E' fondamentale parlare e mettere in relazione tutti coloro che sono in grado di aiutare chi è fragile''. L'Assessore Valentina Trinca ha ribadito : ''Nel 2014 questo della violenza è ancora un tema spinoso e doloroso. Le cifre e i numeri sono impressionanti e spesso i casi di percosse accadono nelle mure domestiche, in un luogo dove dovrebbe esserci protezione e sicurezza. Per questi motivi la partecipazione degli uomini in questi processi di civiltà è fondamentale''.

Ha preso quindi la parola il consigliere regionale Piero Petrassi, che ha sottolineato alcuni aspetti del suo impegno e di quello della Regione Lazio su questo tema fondamentale per la nostra società: ''Grazie al nostro intervento – ha detto - siamo passati da una legge che non affrontava il problema a una che invece li colloca in un contesto più appropriato, ottenendo dei risultati importanti anche attraverso i risultati del cosiddetto ''codice rosa'' degli interventi sanitari e la rete delle associazioni. La situazione si può e si deve cambiare partendo dai bambini, educandoli ai gesti di non violenza''.

Gli interventi di Margherita Silvestrini e Veronica Di Biagio, dell'associazione ''Incontatto'' hanno quindi portato gli intervenuti nel mondo profondo della violenza, in ciò che la società spesso non vede. In particolare la dottoressa Di Biagio ha affrontato il tema della prevenzione, spiegando tutte le attività delle varie associazioni impegnate in questo tema attuale e illustrando, partendo dalla proprie esperienze, i risvolti psicologici della violenza, i problemi, le cause, le dinamiche interne ad una coppia in cui sussistono gravi problemi relazionali. ''Con Aquilone Rosa – ha aggiunto Di Biagio – sta partendo un progetto che coinvolgerà le scuole di infanzia, al fine di collocare la gestione delle emozioni al centro di un percorso preciso e aiutare gli adulti ad essere allenatori emotivi per sviluppare una consapevolezza totatle sulle relazioni ed il mondo esterno. E' necessario produrre infatti un cambiamento significativo per gestire situazioni difficili come opportunità di crescita e sviluppo''

E' stato infine il Comandante di PL, Sergio Ierace, a stimolare i presenti su alcuni aspetti di ordine penale e giuridico senza i quali non si potrebbe determinare la lotta al femminicidio e più in generale delle violenze contro le donne: ''La comprensione dell'articolo 40 del codice penale – ha affermato – è fondamentale per capire dentro a quali meccanismi si muove la Polizia Giudiziaria nel territorio. La norma individua due categorie di persone: colui che commette la violenza, coloro che aiutano a respingerla. Le associazioni possono intervenire con la prevenzione e attraverso il lavoro con le vittime. Questi centri ci sono utili perchè spesso sono loro che avvertono le forze dell'ordine che in seguito effettuano i controlli per arrivare al colpevole''. ''Il tema violenza – ha continuato Ierace - oltre ad essere fisico e notoriamente anche psicologico, sopratutto attraverso gli atteggiamenti che scatenano una sopraffazione di qualsiasi tipo. La violenza è difficile inquadrare, ma attraverso perizie ed attività varie è possibile farlo. Va detto che anche la limitazione delle libertà personali è già una forma di violenza in sé e il nostro compito e reperire a raccogliere i fatti affinchè il Pubblico Ministro, in seguito, li possa approfondire''.

''E' importante non chiudere gli occhi'', ha concluso Ierace. ''Se assisto ad un reato – ha ribadito - devo avere il coraggio di dirlo. Altrimenti è impossibile agire. In questo senso è importante anche l'azione delle Istituzioni, che devono essere composte da persone adatte, altrimenti il rischio è quello di creare delle scatole vuote che non portano da nessuna parte. Ognuno di noi deve fare il suo lavoro perchè il meccanismo che porta poi al dibattimento processuale deve essere confortato da vari passaggi e se tutto non quadra, non si può risolvere il problema''.

Prevenzione, repressione, aiuto, comunità. Le donne continuano la loro lotta contro il femminicidio e la violenza. I percorsi visti ieri pomeriggio a Rocca di Papa ne sono la dimostrazione, nella speranza che tra qualche anno il fenomeno regredisca a tal punto da non essere più un'urgenza nazionale.  

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