Grottaferrata, presentato il nuovo numero de "Bollettino Unione Storia e Arte"

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GROTTAFERRATA - Sabato 15 novembre presso l'Abbazia di San Nilo di Grottaferrata si è tenuto l'evento in presenza della Redazione, degli autori, dell'Archimandrita emerito di Grottaferrata, padre Emiliano Fabbricatore, del Padre Egumeno Michel Van Parys e degli appassionati.


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Si é svolta anche a Grottaferrata la presentazione del nuovo numero del Bollettino dell'Unione Storia e Arte, la miscellanea di studi storici, artistici e archeologici concernenti il territorio (leggi). Ad introdurre e moderare la manifestazione, che si è tenuta sabato scorso, presso l'Abbazia di San Nilo è stata la Storica dell'Arte e redattrice della rivista, Irene Anna Cortese davanti ad un pleatea di intellettuali e appassionati. Presente all'incontro anche l'Archimandrita emerito di Grottaferrata, padre Emiliano Fabbricatore, e il Padre Egumeno Michel Van Parys, che ha portato i saluti della comunità monastica e si è rallegrato per lo svolgersi di simili iniziative entro il contesto del monastero criptense.

Quali e quante tematiche proprie del territorio dei Castelli romani sono state oggetto del Bollettino?

Cinque contributi su un totale di tredici – afferma Paolo Dalmiglio, Direttore della rivista - trattano tematiche legate al territorio dei Castelli Romani: si prendono le mosse da un tratto dell'Appia Antica in località Frattocchie, nel comune di Marino, dove Tullio Aebischer presenta i risultati di una campagna di rilevamento del sepolcro/torre Secchi e della scoperta, nelle immediate vicinanze, di un punto trigonometrico, il cosiddetto Caposaldo B, di cui non si avevano più totizie a partire dal 1870; segue un importantissimo lavoro di Paola Micocci, archivista presso il Monastero di Santa Maria di Grottaferrata, nel quale vengono ripercorse le vicende del restauro del campanile della chiesa abbaziale, avvenuto tra il 1910 e il 1912, attraverso lo spoglio di fonti inedite e con un bellissimo corredo di foto d'epoca; quindi il Bollettino ha ospitato uno studio di Flavio Altamura, Irene Anna Cortese e Andrea Pancotti su tre medaglie devozionali rinvenute nel corso di alcune ricognizioni nella zona dei Colli Albani, i reperti sono datati tra XVII e XIX secolo e costituiscono una preziosa fonte per lo studio del culto praticato nella chiesa di S. Maria di Grottaferrata durante quest'arco cronologico; Giuliana Maria Magno torna a pubblicare su questo numero con un contributo su alcuni aspetti museografici della cosiddetta "esedra-parco archeologico" del Museo civico di Albano Laziale, oltre ad analizzare i reperti, la loro distribuzione nello spazio e il loro grado di fruibilià, l'autrice denuncia lo stato di degrado in cui versa il luogo e propone dei possibili interventi di salvaguardia e valorizzazione; per finire incontriamo un articolo di Luca Attenni, direttore del Museo civico di Lanuvio, dove viene illustrata la topografia archeologica dell'area circostante l'iscrizione del collegio di Diana e Antinoo a Lanuvio.

 

Qual é il fine ultimo della rivista e cosa collega il Bollettino al Gruppo Archeologico “Bruno Martellotta"?

Il fine della Bollettino – prosegue il Direttore che insieme a Giuseppina Sartorio, Direttore responsabile della rivista ha curato l'editoriale - è quello di offrire agli studiosi delle scienze umanistiche uno spazio libero dove condividere le loro ricerche, con una predilezione per lavori che trattino aspetti particolari del sapere, quasi delle spigolature.
Il Gruppo Archeologico "Bruno Martellotta" ha rilevato la testata nel 2005, quando l'associazione Unione di Storia ed Arte, dopo quasi un secolo di vita, si dovette sciogliere per problemi legati essenzialmente alla perdita della sede. Sulle affinità, anche storiche, tra i due sodalizi rimandiamo alla lettura dell'Editoriale.”

A confermare “l'idea democratica del sapere” sostenuta sia da Romolo Artioli, fondatore dell'Unione Storia e Arte, sia da Bruno Martellotta, fondatore del Gruppo Archeologico Latino di Grottaferrata è stata la distribuzione della rivista. “Gratuita come ogni anno. - sottolinea Dalmiglio – d'altra parte un motivo di vanto e un punto fermo del Bollittino è che è e dovrà rimanere la sua distribuzione gratuita”. In perfetta linea con quella concezione della cultura a portata di tutti.

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