Se n'è andato Amedeo Amadei. Addio al Fornaretto di Frascati campione d'Italia con la Roma

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FRASCATI - Campione d'Italia con la Roma nel 1942, fu centravanti giallorosso e della nazionale. Una carriera fulminante ed una notorietà clamorosa. Gli inizi nel forno di famiglia, a Frascati e poi la guerra. Nel 2007 l'Amministrazione tuscolana gli co-intitolò il campo "Mamilio". I funerali si terranno martedì 26 alle ore 15 presso la Cattedrale di Frascati.

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Amedeo Amadei se n'è andato. Il "Fornaretto di Frascati", che nei primissimi anni di carriera raggiungeva il campo di Testaccio per allenarsi con la Roma in bicicletta dopo aver preparato il pane nel forno di piazza del Gesù, si è spento questa mattina all'età di 92 anni nella sua casa di Grottaferrata.

Un personaggio amatissimo, un centravanti dalla classe cristallina e dalla capacità realizzativa impressionante: un uomo che ha sempre voluto portare il nome della propria città d'origine su un piatto d'argento e che non ha mai rinnegato le proprie origini rendendole anzi una sorta di leggenda. In quel forno dal quale era partito, Amadei tornò a fine carriera dimostrando anche grandi capacità imprenditoriali.

Per Frascati un grave lutto. Per tutta la popolazione tuscolana ma anche e soprattutto per il popolo giallorosso una perdita che fa sensazione. Il 5 novembre del 2007, con una bella cerimonia, l'Amministrazione comunale di Frascati co-intitolò al campione il proprio antico campo di calcio, il "Mamilio" da quel momento diventato "Mamilio-Amadei". Un legame fortissimo e mai nascosto: Amadei in questi lunghissimi decenni ha sempre saputo scandire i tempi ed i momenti importanti della sua città. A lui anche l'onorificenza di "Civis tuscolanus"

Ma Amadei era soprattutto pallone. Un carriera velocissima: nato nel 1921, a 15 anni era già alla Roma. Il 2 maggio del 1937, a neanche 16 anni, debuttò in serie A in un Roma-Fiorentina finito 2-2: solo sette giorni dopo a Lucca iniziò a svolgere appieno il lavoro che - fornaio a parte - gli riusciva meglio. Quello di fare gol.

Ad oggi Amadei detiene ancora il record di più giovane debuttante in serie A. A lui l'Amministrazione tuscolana pochi anni fa ha intitolato il "Premio Amadei" consegnato - per un paio di edizioni - al più giovane debuttante in A e al pià giovane debuttante di Roma e Lazio. Tra i primi premiati il milanista (allora al Genoa) Stephan El-Shaarawy.

Nella prima avventura con la Roma, tra il 1936 e il 38, di reti Amadei ne mette a segno solo 1: ma a Bergamo, nella parentesi cadetta della stagione '38-'39, segna 4 volte in 33 gare. Si vede che il ragazzino ci sarà fare: ha personalità, scatto e tiro. E' un centravanti nato. La Roma se lo riprende e su lui fonda quella che è la squadra del primo scudetto, quello del 1941-1942: Amadei realizza 18 gol in 30 gare e trascina il tricolore nella Città eterna per la prima volta nella storia del calcio italiano. Allenatore è Alfréd Schaffer. Poi arriva la guerra ma quella impresa resterà per sempre negli annali. Sul "Calcio illustrato" la firma di Bruno Roghi gli conferisce il titolo di "Ottavo re di Roma", roba non da tutti.

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Amedeo Amadei continua a segnare: dopo le bombe se ne va a Milano, sponda Inter dove gioca per tre stagioni realizzando 42 gol in 70 partite. Di quella esperiena in nerazzurro resta la sua rete nell'epico derby vinto dall'Inter 6-5. Poi il Napoli, altro grande amore: 171 presenze, 47 gol. Per lui, con la maglia azzurra della Nazionale italiana, 13 presenze e 7 reti per un rendimento eccezionale. Quindi la panchina: prima in Napoli, poi la Lucchese e infine la nazionale femminile di calcio. Amadei chiude la sua straordinaria carriera nel 1978. A quel punto il mito è leggenda.

Forte anche il legame con la Capitale: Amedeo fu consigliere comunale a Roma sotto la consiliatura di Salvatore Rebecchini, nel 1952. Una breve ma significativa esperienza tra i banchi della Democrazia cristiana (fu il secondo più votato con 18mila preferenze), successiva alla bellissima prova di Italia-Inghilterra (1-1 contro i creatori del calcio britannici), al servizio di una città che gli ha dato tanto. 

Intanto l'AS Roma, colpita dalla notizia, ha inviato un comunicato stampa in cui esprime tutto il cordoglio per la scomparsa del grande giocatore: ''La AS Roma tutta si stringe attorno alla famiglia di Amedeo Amadei per la scomparsa del centravanti della squadra che nel 1942 conquistò il primo Scudetto romanista. Amadei, icona della storia giallorossa, ha vestito i colori della Lupa tra il 1936 ed il 1948 affermandosi non soltanto come straordinario realizzatore, ma anche come autentica bandiera della Società, un simbolo riconosciuto e amato da generazioni di tifosi. Amadei, nato il 26 luglio del 1921 a Frascati, nel 2012 era stato votato ed inserito tra i primi 11 calciatori romanisti eletti nella Hall of Fame della Società. I funerali si terranno martedì 26 novembre alle ore 15 presso la Cattedrale di S. Pietro a Frascati”.

La camera ardente sarà allestita martedì dalle 10 alle 13 in Aula consiliare.

Alla famiglia Amadei le più sentite condoglianze da parte della nostra redazione. 

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