La "funivia" di Castel Gandolfo: dopo la funicolare di Rocca un altro sogno. Quasi impossibile

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CASTEL GANDOLFO - L'impianto, realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960, restò in funzione per una decina di anni. Poi l'obblio. Una cestovia breve ma molto scenografica che, insieme alla funicolare di Rocca di Papa, è l'unico impianto a fune mai realizzato ai Castelli romani

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Nota a tutti come la "funivia" del lago di Castelgandolfo, in realtà non era né una funivia (come il nome del ristorante che si trova ora nella stazione di valle che in sala presenta ancora la grande puleggia dell'impianto), né tantomeno una seggiovia (come il nome del ristorante nella stazione di monte). L'impianto a fune che per una decina di anni collegò viale Bruno Buozzi con le sponde del lago di Castello, portando i turisti proprio di fronte al centro di canoa, era semplicemente una "cestovia" (o bidonvia, come ha fatto giustamente notare un lettore) lunga circa 300 metri e in grado di coprire un dislivello di circa 100 metri.

Nei giorni in cui torna di grande moda la funicolare di Rocca di Papa per la posa della prima pietra dei lavori di recupero dell'intero impianto (LEGGI l'articolo) è impossibile non ricordare l'unico altro impianto a fune mai realizzato ai Castelli romani ed in assoluto uno dei pochissimi della provincia di Roma. E proprio in questi giorni, alcuni arditi nostalgici hanno rilanciato l'idea - davvero difficile da percorrere - di un rilancio della cestovia.

Realizzata per le Olimpiadi di Roma 1960, la cestovia serviva essenzialmente a portare sul campo di gara gli spettatori ma, ancor più, fu per una decina di anni un bel richiamo turistico. Mozzafiato la discesa verso il bacino lacustre: le immagini che restano dell'impianto - in bianco e nero o in improbabili ricolorazioni - mostrano le funi scendere ripidamente lungo il costone del lago. Un "viaggio" romantico e affascinante soprattutto al tramonto o con quel velo di nebbia che spesso copre lo specchio lacustre.

funivia, si diceva, né seggiovia. Una funivia propriamente detta, infatti, presuppone la presenza di una o più funi portanti (dal diametro maggiore) ed una o più funi "traenti", ovvero in grado di movimentare la cabina: cabina che deve essere necessariamente sospesa. La seggiovia, invece, presuppone la presenza di "sedute" e - così come la cestovia - ha una sola fune che svolge le funzioni di portanza e di trazione.

Insomma, tecnicismi a parte, oggi la romantica "funivia" è ricordata solo dai due ristoranti che si trovano nei locali delle due stazioni.

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