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Grottaferrata, ''Medio Oriente senza cristiani'': il successo del convegno

23-02-2015

GROTTAFERRATA – Ottima la presenza di cittadini per il primo incontro

''5 sabati in Abbazia'', manifestazione promossa dal Monastero Esarchico di Grottaferrata in collaborazione con il Centro Socio Culturale, ha preso il via sabato scorso con un buon successo di interesse e di curiosi. E' stato Padre Michel Van Parys, Egumeno del Monastero di S.Maria a Grottaferrata, ad aprire il primo appuntamento in programma, ''Medio Oriente senza cristiani'', con un tema decisamente attuale. Riccardo Cristiano, Vaticanista di Radio Rai, autore e di un libro sulla questione, ha esposto tutte le forme del problema, evidenziando i rischi della nostra epoca e le sue degenerazioni.

Il mondo Occidentale assorbito dalla globalizzazione ha accettato di affrontare la perdita di identità contro l'isolamento. Il mondo arabo, invece, ha paura di accertare questo compromesso. Alla globalizzazione, risponde con la Shari'a, un modo per mandare indietro l'orologio della storia con un nazionalismo pericoloso che l'Europa ha già conosciuto nelle sue terrificanti guerre del Novecento. Un ''nazionalismo palingenetico'', come lo ha definito Riccardo Cristiano, già diffuso in Medio Oriente come risposta al colonialismo europeo nel dopoguerra. Da qui la nascita di nazioni e l'affermazione di leader come Saddam Hussein, Gheddafi o Mubarak che hanno imposto, anche nella repressione, governi che hanno sostanzialmente messo dei coperchi su delle realtà in ebollizione. Le nuove generazioni arabe e musulmane, quindi, vogliono imporre se stessi come terminali di una nuova affermazione di potere da parte chi ne è stato fin ad ora escluso, per chiedere ed ottenere una nuova e più equa ripartizione delle ricchezze.

Ma una domanda è lecita: si può ancora parlare di questione religiosa? A confondere la religione mussulmana - ha sottolineato Riccardo Cristiano, è questa ideologia contaminata dalla politica e dalle insanabili spaccature sociali, le quali rischiano pericolose generalizzazioni e semplificazioni. La figura del kamikaze islamico, ad esempio, non esisteva fino agli anni ottanta del secolo scorso. Un'altra contaminazione tra religione e qualcosa che religioso non è affatto, ma è solo il risultato di una distorsione ideologica.

Il Medio Oriente senza i cristiani è più solo, secondo l'autore, perchè rinuncia a una parte di sé. E isolate sono le minoranze cristiane oggi in pericolo in Medio Oriente, dagli evangelici ai Copti, dai Siriaici ai libanesi fino ai Caldei. A Washington, in questi giorni, durante il “In Defence of Christians” si è parlato proprio di questo, con esponenti del mondo politico e culturale degli Stati Uniti e i leader delle Chiese cristiane del Medio Oriente, con lo scopo in invitarle ad uscire dal loro isolamento ed ad unirsi. I cristiani d'occidente, inoltre, sono paralizzati dall'indifferenza e da un dominante integralismo laico che sempre più spesso purtroppo fa coincidere l'esercizio della libertà individuale con il diritto di offendere, come affermato fa Padre Van Parys.

L'Occidente non deve perdere la capacità di dialogare. L'Oriente quella di ospitare. La sostanza della riflessione è questa. Ed è molto importante, in questo senso, che tale messaggio sia giunto proprio dall'Abbazia di San Nilo, un ''unicum'' che rappresenta da sempre quella singolare presenza che unisce i due mondi in un modo sereno, spirituale e convintamente positivo.

(Fonte delle riflessioni sul convegno: testo di Roberta Di Pinto)



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