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Stadio della Roma, Zaratti (Mdp): "21 ettari di cemento non sono pubblica utilità"

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ROMA (attualità) - Una dura nota del deputato di Rocca Priora

ilmamilio.it - comunicato stampa

“21 ettari di nuova edificazione nell’ansa del Tevere non potranno rappresentare mai una pubblica utilità, ma soltanto una maggiore fragilità del territorio e dell’ambiente per questa città, che rimane ostaggio della speculazione edilizia sotto qualsiasi bandiera. Quell’area, dicono i geologi, è all’interno di un meandro attivo del Tevere, soggetto ad evoluzione geomorfologica dovuta alla naturale dinamica fluviale, che in ragione dei cambiamenti climatici in corso, è destinata a subire mutamenti molto più velocemente del passato. Per le scadenti caratteristiche geotecniche dei terreni e per il fattore di subsidenza che interessa l’intero settore della Valle Tiberina, quell’area è particolarmente fragile. Costruire lì lo Stadio è una follia”.

Lo dichiara Filiberto Zaratti, deputato di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista, il giorno dopo l’approvazione in aula Giulio Cesare da parte della maggioranza 5 Stelle, della delibera sulla pubblica utilità del nuovo progetto dello Stadio.

 

“Con la Giunta Raggi - prosegue Zaratti - la Società Stadio TDV Spa, fa un ottimo affare, rinunciando sì al 40% dell’intervento, ma risparmiando ben 143 milioni di euro di opere pubbliche. Salta il prolungamento della linea B (54 milioni) che garantiva un’adeguata mobilità pubblica su ferro a servizio dell’impianto, il Ponte di Traiano (42 milioni) e lo svincolo di raccordo (47 milioni) che collegava la Roma-Fiumicino e la Via Ostiense-Via del Mare, sulla quale peserà tutto il volume di traffico legato allo Stadio. Il sistema della mobilità pubblica su ferro dovrebbe essere garantito dalla Roma Lido, per la quale i proponenti garantirebbero l’acquisto di qualche treno in più. Il resto lo dovrebbe fare la Regione Lazio, finanziando con risorse pubbliche l’ammodernamento della tratta pendolari peggiore d’Italia”.

 

“Ultimo ma non secondario aspetto è l’utilizzo, non la gestione, dell’impianto, che sarebbe concesso in modo prevalente per la durata di anni 30 alla AS Roma, opponibile a terzi in caso di vendita, salvo il riconoscimento di un diritto di prelazione in favore della Società sportiva in caso di trasferimento dello Stadio. Quale sia l’utilità pubblica di tutto questo - conclude il deputato di Mdp -  la sindaca Raggi dovrebbe spiegarlo ai tifosi, ai romani e agli elettori del M5S, che si erano illusi di archiviare questa spaventosa speculazione con il nuovo governo cittadino”.

 

 

T.O.A.

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