"Populismo e popolarismo al tempo dello scontro globale". Il dibattito organizzato da 'Gente Libera'

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CIAMPINO - È stato il tema della tavola rotonda, organizzata da Gente Libera-Ciampino, con Gennaro Sangiuliano (vicedirettore Tg1) e Pietro De Leo (Il Tempo)

Populismo e popolarismo sono due termini ricorrenti, che spesso vanno a braccetto, nell’attuale dibattito politico e a cui sovente viene data una semantica negativa. Ma è davvero così? Il politico populista e popolare è davvero, come si vuol far credere, un “cattivo” politico?

Hanno risposto a questa domanda Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1, e Pietro De Leo, giornalista de Il Tempo, che sono intervenuti alla tavola rotonda “Populismo e popolarismo al tempo dello scontro globale”, organizzata da Gente Libera-Ciampino il cui presidente, Ivan Boccali, ha fatto gli onori di casa.

Ormai da tempo facciamo una politica a 360 gradi – spiega il presidente Boccali – nel sociale, nelle istituzioni, nella cultura per far sentire ai cittadini che siamo presenti e che vogliamo aiutarli nel recuperare e valorizzare il territorio e di conseguenza i suoi abitanti. L’incontro di oggi ha il fine di capire e comprendere alcuni meccanismi a livello globale che influenzano anche la nostra quotidianità”.

Lo spunto per il dibattito è stato dato dal libro “Putin. Vita di uno zar” dello stesso Sangiuliano che si chiede: chi è davvero Vladimir Putin? “Radicato nell’anima profonda della Russia e nelle sue peculiarità sociopolitiche – ha spiegato il vicedirettore del Tg1 –, Putin deriva il suo successo dalla capacità di fronte a sfide impegnative e drammatiche, di riplasmare un’identità nella quale tanti cittadini russi si riconoscono volentieri”.

Del resto, il populismo è caratterizzato da una particolare attenzione ai valori e alle qualità delle classi popolari ed è tipica in Italia di diversi movimenti politici che cercano di dare voce e risposte alle esigenze e alle richieste di milioni di cittadini.

Populista secondo Dostoevskij è colui che sa ascoltare, che sa tendere l’orecchio – ha continuato Sangiuliano –. Anche don Luigi Sturzo affermava di non criminalizzare il populismo perché contiene il popolarismo, ovvero l’essere popolari perché se vogliamo costruire qualcosa dobbiamo comprendere i problemi che sono in basso”.

Il vicedirettore, facendo riferimento alle ultime elezioni americane, ha portato come esempio due concezioni politiche in conflitto tra loro: quella di Donald Trump e quella di Hillary Clinton. “Lei era portatrice di un modello didattico-pedagogico – ha spiegato –, un modello elaborato a livello astratto da calare direttamente nella società senza prima misurarsi con le problematiche reali che la caratterizzano. Mentre Trump, e lo stesso Putin, hanno prima percepito le esigenze dei cittadini da cui è poi scaturito un modello di applicazione politica”.

Anche Gente Libera applica il modello “dal basso”, che parte dalle esigenze e dal confronto con i cittadini per costruire un programma che, per essere davvero vincente, deve essere prima di tutto condiviso.

La finalità del populismo, per Pietro De Leo, è quella di non stravolgere le identità e di salvaguardare i valori portanti e fondamentali della società. “Il populista – ha affermato De Leo – affronta e cerca di risolvere i problemi che causano la disgregazione delle identità perché sa bene che i valori identitari e della famiglia servono anche a determinare gli andamenti di un territorio, di un Paese, di un continente. La soluzione è nella politica coraggiosa a livello nazionale e locale come fa Gente Libera”.

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