Frascati: il tramonto di Posa, torna l'éra dei Gori

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FRASCATI (politica) - Gli eredi dell'ex sindaco Vincenzo mettono le mani sull'Amministrazione tuscolana: la rampolla Arianna entra in Consiglio dalla porta principale, il figlio Mario è lo spin doctor del nuovo primo cittadino e Claudio è il nome forte della Giunta

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Quello della famiglia Gori a Frascati non è mai un nome qualsiasi perché papà Vincenzo è stato sindaco della città tuscolana tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 e perché Mario ci ha provato una volta con poco successo (era il 2004) oltre ad una lunga militanza politica e consiliare. E perché, soprattutto, oggi in Consiglio comunale è entrata la giovane Arianna Gori, nipote d'arte ed ancora in Giunta l'unico nome certo è quello di Claudio Gori (foto grande), fratello di Mario.

Un Claudio Gori che è già considerato il vicesindaco in pectore di Mastrosanti, con delega pesantissima al Bilancio. Un Bilancio - non particolarmente illuminato e non particolarmente sano - sul quale lo stesso Mastrosanti tra il 2012 e il 2014 mise mano da superassessore. Corsi e ricorsi.

Si diceva di Mario. Nell'autunno 2012 messisi per traverso Gianluigi Peduto e Giuliano Caggiano, il sindaco Stefano Di Tommaso (2009-2014) se la passa talmente male che è costretto a raccogliere il gancio che gli lancia proprio Mario Gori, eletto tra i banchi della minoranza insieme a Vincenzo Conte ma mai a quel gruppo organico e di fatto salvatore della patria di Di Tommaso (LEGGI l'articolo del 17/12/15). "Io amo Frascati" è il marchio di fabbrica al quale, nei mesi successivi e soprattutto in ottica elezioni Amministrative 2014 aderisce anche l'ex sindaco Franco Posa, considerato da molti fino a qualche tempo fa il deus ex machina della politica tuscolana. Un "padre padrone" da anni in lotta e in rotta col circolo Pd locale. L'avventura nel 2014 finì male per poco ed oggi per entrambi arriva la rivincita.

Si diceva di Arianna. Con 236 preferenze la rampolla di famiglial, 25 anni ancora da compiere, entra in pompa magna in Consiglio comunale, tra i primi eletti, nelle file della lista del sindaco.

Si diceva di Claudio. Sconosciuto alla scena politica frascatana fino allo scorso autunno, Claudio Gori - da tempo dirigente al Comune di Spoleto - fa la propria comparsa il 10 settembre 2016: Mirko Fiasco se lo porta in piazza del Mercato insieme a quelli che sarebbero stati poi i suoi compagni di avventura nei mesi successivi (LEGGI l'articolo). Poi di Claudio non si sa più nulla: impegnato impegnatissimo nella propria professione, torna nell'ombra quando a metà di marzo Franco Posa (via Mario Gori) e Roberto Mastrosanti trovano l'accordo che segna il tramonto dello stesso Posa (che rinuncia ad una nuova candidatura a sindaco) e che vede in Claudio Gori un piatto forte messo sul tavolo proprio da Mario (LEGGI l'articolo del 18/03/17).

E siamo ai giorni attuali. Claudio Gori è considerato il nuovo vicesindaco di Frascati, sulle tracce del papà Vincenzo e sulla spinta del fratello Mario. Chiaramente nominato (in pectore) per i meriti acquisiti in ambito professionale.

Chi invece sembra destinato alla definitiva uscita dalla scena politica frascatana è Franco Posa. Le frizioni di questi giorni col delfino Roberto Gherardi De Candei, che da anni lo affianca, segnerebbero proprio un passaggio che verrebbe poi sancito dall'eventuale mancato inserimento nella Giunta di Mastrosanti. Squadra, quella del nuovo Esecutivo, nella quale Posa - a quanto si dice - avrebbe aspirato per la delega alla Cultura.

Corsi e ricorsi. Oggi Frascati, insomma, torna politicamente sotto il segno della famiglia Gori: Arianna in Consiglio, Claudio in Giunta e Mario a muovere i fili, da vero e proprio spin doctor, della politica del nuovo sindaco Mastrosanti.

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