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Siccità: Zingaretti chiede la calamità naturale. Astorre: "Basta emergenza". Minnucci: "Basta prelievi di Acea dal lago di Bracciano"

06-07-2017

ROMA (attualità) - Il quadro generale è sempre più allarmante ma è l'inevitabile frutto di anni di sprechi e mancati investimenti

ilmamilio.it

Nelle scorse ore il presidente della Regione Lazio ha fatto formale richiesta al Governo per il riconoscimento dello stato di calamità per la perdurante grave siccità.

“L’emergenza idrica che sta colpendo molte regioni, tra le quali il Lazio, sta diventando ormai insostenibile, per i cittadini, gli agricoltori e gli allevatori, con pesanti ripercussioni sia sulla vita quotidiana che sull’economia dei nostri territori. Bene ha fatto il presidente Nicola Zingaretti a chiedere lo stato di calamità naturale, per dare sollievo alle popolazioni della nostra Regione. Non dobbiamo però nasconderci solo dietro la straordinarietà degli eventi meteorologici: la carenza idrica ha ragioni strutturali. Negli anni si sono susseguiti troppi sprechi e la mancanza di una pianificazione, così come di investimenti ha portato a una mala gestione di un bene comune quale è l’acqua. L’iniziativa di Zingaretti, dunque, è importante e mi interesserò affinché il decreto sia presto esaminato dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Ma non è più accettabile rincorrere le emergenze, anziché prevenirle con una seria politica di investimenti e lotta agli sprechi”, dice in una nota il senatore del Partito Democratico, Bruno Astorre.

Gli fa eco l'onorevole Emiliano Minnucci (Pd). “La dichiarazione dello stato di calamità naturale è un atto importante nei confronti dei nostri territori e delle nostre comunità che devono fare i conti con la grave crisi idrica che sta producendo importanti ricadute ambientali in diverse realtà regionali. Tra le più evidenti, indubbiamente, c’è il Lago di Bracciano che ha subito una variazione negativa del livello delle sue acque tanto da mettere a repentaglio lo stesso ecosistema lacustre. A riguardo, dunque, mi auguro che il Decreto sottoscritto da Zingaretti sia il preludio per un tempestivo stop alle captazioni perpetrate da Acea Ato 2. La chiusura temporanea dei nasoni della Capitale così come la riduzione del volume dei prelievi sono azioni apprezzabili ma, per la situazione in cui oggi versa il bacino, piuttosto pleonastiche. Di fronte al clima torrido della bella stagione, all’evaporazione e all’attuale livello delle acque, l’unica soluzione per contrastare il disastro ambientale, che tra l’altro si sta giorno dopo giorno concretizzando, è imporre ad Acea Ato2 di fermare immediatamente i prelievi al fine di bloccare l’emorragia idrica e contenere i danni ambientali”.



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