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FP CGIL: "Lazio Ambiente, nebbia fitta. Zingaretti scappa dai problemi"

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REGIONE LAZIO - La comunicazione del sindacato sul delicato tema
 
"Dopo l’incontro del marzo scorso in cui si annunciava la dichiarazione dello stato di crisi di Lazio Ambiente e il territorio tentava di dare un contributo fattivo alla soluzione della vertenza, un mese di silenzio conferma l’assoluto vuoto di idee della Giunta Zingaretti sul tema dei rifiuti. Nel corso di questo tempo che sarebbe dovuto servire a scrivere un protocollo che lanciasse un’ipotesi moderna di soluzione del problema della chiusura del ciclo dei rifiuti, del superamento della politica della termovalorizzazione dei rifiuti, di salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini la Regione ha prodotto solo due atti concreti: la proroga dell’autorizzazione della discarica di Colle Fagiolara per altri 2 anni e mezzo e la minaccia di mettere in cassa integrazione i lavoratori della Lazio Ambiente. Due atti in spregio degli impegni assunti, un attacco ulteriore alla salute dei cittadini della Valle del Sacco, che uniti alle voci sempre più insistenti di rilascio, addirittura ad opera di responsabili dell’azienda, di sostanze inquinanti ci conferma nel giudizio di irresponsabilità della amministrazione regionale e ci fa chiedere se non si tratti di un vero e proprio tradimento verso il territorio. Insieme a questo l’opera speculativa di quanti, corresponsabili ieri si ergono oggi a paladini dell’aria pulita, rende il quadro sempre più inquietante.
 
Nel frattempo la Lazio Ambiente ha aspettato l’ultimo minuto utile per convocare un incontro dovuto che denuncia la volontà di volere avere le mani libere nella gestione della cassa integrazione, magari con intenzioni politicamente scorrette come nel caso dei licenziamenti operati a Subiaco. Come abbiamo ricacciato indietro quei licenziamenti ricacceremo indietro anche l’uso strumetnale dei licenziamenti e lavoreremo per imporre un progetto di futuro fatto di sviluppo, di sicurezza, di lavoro e di tutela della salute al posto di un quadro di abbandono, disoccupazione e devastazione dell’ambiente che qualcuno sta confezionando. Ribadiamo i contenuti del progetto condiviso il primo marzo con lavoratori, Sindaci e Amministrazioni Comunali sviluppato in quattro direzioni fondamentali per dare  un contributo in termini di analisi e proposta che la Giunta Zingaretti, per bocca del suo Assessore all’ambiente, aveva dichiarato di condividere:
 
1) Valorizzare i frutti di una battaglia sul ciclo dei rifiuti, riconosciuta come utile e sana dal MISE che ci collocava nel decreto di dichiarazione di crisi territoriale complessa e assegnava al territorio stesso risorse per chiudere il ciclo dei rifiuti.  
 
2) Tutela del territorio ricostruendo un ruolo pubblico nel tema aprendo ampi spazi per il coordinamento dei soggetti pubblici già operanti del territorio anche con politiche premiali, che puntino a salvaguardare l’occupazione.  
 
3) Salvaguardia del territorio, cui verranno lasciate in eredità una discarica e due termovalorizzatori, questi ultimi, in particolare, oggetto di annose polemiche riguardo all’impatto ambientale generato e al livello di efficienza dal punto di vista industriale, con un piano di salvaguardia della salute pubblica, con la definizione di una mission al riguardo per l’ospedale della città, sottraendolo alle polemiche sulla sua permanenza o dismissione e assegnandogli un ruolo di monitoraggio, prevenzione e diagnosi precoce per le patologie generale da uno sviluppo incontrollato.  
 
4) Infine definire un modello di gestione delle risorse che impedisca di consegnare l’igiene urbana alla tentazione dei comuni di fare facile cassa, generando un ulteriore fallimento magari mutuando il modello di corresponsabiltà del sistema ATO. 
 
Chiediamo che la Regione faccia macchina indietro sul progetto scellerato e iniquo su un territorio che ha già pagato un prezzo salatissimo agli interessi regionali e di Roma e si dimostri capace di dare ascolto alle istanze che da esso provengono, coordinarle e svilupparne le potenzialità suggerendo cosa fare e smettendo con la fuga dalle responsabilità a colpi di “non si può fare” a cui manca solo la giustificazione spregevole del “L’europa non vuole” dopo quella già espressa del “è colpa del Ministro Madia”. Chiediamo ai Sindaci che hanno condiviso con noi la riunione, l’assemblea del 1 marzo, e il progetto che ne è scaturito, di essere al fianco dei lavoratori nelle ore di lotta in difesa dell’occupazione, del territorio e della legalità che questa vertenza rappresentano.
 
Chiediamo ai lavoratori di mobilitarsi contro questo mostruoso ed incomprensibile comportamento della Giunta Zingaretti per rovesciarne i contenuti ed ottenere le garanzie necessarie per il futuro del lavoro, dei cittadini e dello sviluppo. Chiediamo altresì che fra una inaugurazione e una presentazione di pullman nuovi la Regione trovi il tempo di convocare finalmente un incontro vero, varando un testo di protocollo su cui sia in grado di garantire sui contenuti senza infingimenti o comportamenti al limite dell’equivocità, per trovare una soluzione alla vertenza come dice di voler fare di giorno e contro cui lavora la notte allontanando  l’ombra inquietante sulla credibilità dell’amministrazione regionale che si è costruita in questi mesi". 
 
 

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