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Porzus, la strage nascosta dai libri di storia. Ma ora è il momento della ''riappacificazione''

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ACCADDE OGGIPer la prima volta Anpi e Brigata Osoppo ricordano insieme la strage compiuta dai partigiani comunisti contro quelli cattolici

La storia del massacro di Porzûs appartiene a uno di quei capitoli contrastati della cosiddetta ''guerra civile'' o ''guerra di liberazione'' in Italia (gli storici si dividono ancora oggi sulle due definizioni). Una brutta pagina, consumatasi nel Friuli orientale, all'interno delle Valli del Torre, nel comune di Attimis.

Il 7 febbraio del '45 un centinaio di partigiani comunisti garibaldini salirono sui monti Toplj-Uork, dove si trovava il quartier generale della ''Brigata Osoppo'', formazione partigiana creata da uomini reputati vicini alla Democrazia Cristiana e al Partito d'Azione. 

Giunti a contatto, i partigiani comunisti disarmarono il comandante della Osoppo, Francesco De Gregori, capitano degli Alpini e zio del cantautore Francesco, e lo uccisero assieme al commissario politico del Partito d'Azione Gastone Valente, a Giovanni Comin e Elda Turchetti, indicata come presunta "spia" dei tedeschi. I gappisti fecero prigionieri altri 16 osovani, tra cui Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo, detto Ermes, portandoli al Bosco Romagno. Dopo processi sommari, li fucilarono. Due solo furono i superstiti. La motivazione dell'eccidio della Osoppo fu quella di osteggiare la politica di alleanza con la resistenza jugoslava di Tito e di trattare con i tedeschi e con i fascisti per un'intesa volta ad impedire l'annessione di territori italiani alla Slovenia. Molti lati oscuri, comunque, hanno sempre caratterizzato l'intera vicenda.

Dopo la fine della guerra, all'inizio degli anni cinquanta, trentasei dei responsabili dell'eccidio, tra cui il comandante Mario Toffanin (fuggito in Jugoslavia), furono condannati con sentenza confermata in appello. In seguito a varie amnistie, furono liberati. A De Gregori fu riconosciuta la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

''Porzus'' è diventato  anche un film, girato nel 1997 con la regia di Renzo Martinelli, che all'epoca suscitò molte polemiche e che ha avuto una vita piuttosto travagliata anche per essere trasmesso in TV.

Il tempo passa. Le ferite si rimarginano. Anche per i protagonisti della strage di Porzus è giunto il momento della riappacificazione. Quest'anno, in occasione dell’anniversario di un eccidio purtroppo nascosto e poco raccontato sui libri di storia, l’Anpi di Udine ha accettato l’invito dell’Associazione Partigiani Osoppo a partecipare alla commemorazione ufficiale. E' la prima volta dopo 72 anni. La fine di un doloroso percorso. Voltare pagina, non dimenticando la storia, si può.  

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