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La questione morale e il novembre del 1980

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ACCADDE OGGI – Il 27 novembre 1980 Berlinguer annuncia la fine della stagione del compromesso storico, dando il via ad una riflessione che non si è mai realizzata

Il 27 novembre 1980, in un'Italia sconvolta dalle notizie provenienti dalle terre irpine, sconvolte da un disastroso terremoto, Enrico Berlunguer, segretario del Partito Comunista Italiano, riunisce la Direzione nazionale e dichiara chiusa la stagione del ''Compromesso storico''. Lo comunicherà il giorno dopo, a Salerno, in una conferenza stampa che pone come prioritaria la ''questione morale'', cioè il legame tra politica e morale stessa nella gestione della cosa pubblica.

Pochi giorni prima, a Casale Monferrato, era stato arrestato un ex comandante generale della Guardia di Finanza in un inchiesta che aveva fatto emergere una prolungata truffa petrolifera dal valore di 2500 miliardi di lire. All'interno di questo meccanismo, erano emerse collusioni con alcuni politici democristiani, socialdemocratici e socialisti. Fu questa la molla che fece affermare a Berlinguer che ''la questione morale era divenuta il tema più importante. ''Nel momento in cui la Dc dimostra di non essere in grado di guidare il risanamento morale e il rinnovamento dello Stato – aggiunse - è al Pci che spetta oggettivamente di essere la forza promotrice e di massima garanzia di un governo che esprima e raccolga le energie migliori della democrazia italiana, uomini capaci e onesti dei vari partiti e anche al di fuori di essi''.

E' la fine della linea della ''solidarietà nazionale'' (cioè del Pci in esecutivi a guida democristiana) per un governo di alternativa democratica. La scelta scaturì in un dibattito che per qualche mese animo un profondo dibattito che coinvolse tutti i partiti, ma che allo stato dei fatti non apportò miglioramenti nel rapporto tra legalità e politica. Lo scandalo di Tangentopoli dell'inizio degli anni novanta maturò comunque questo processo storico e ne scoperchiò tutte le pecche. Una lezione inutile, seppellita dagli innumerevoli e ancor più gravi scandali che hanno macchiato l'intero panorama politico italiano dalla stagione delle ''Mani Pulite'' sino alla cosiddetta nascita dell'antipolitica e di una nuova stagione ancora in corso i cui esiti sono ancora indeterminati.

Commenti   

 
#1 corrado 2016-11-27 18:12
il problema è di una serietà concertante che prende forza e consistenza dal detto che riecheggia "ogni governo è l'espressione del popolo che lo ha eletto, ovvero ogni popolo ha il governo che si merita". L'uomo o gli uomini a comando sono sollecitati non dal popolo bensì dai pochi e sono questi che ottengono positive risposte. L'elettore dimentica, per seguire i propri bisogni o interessi e dimentica di aver votato un amministratore dei soldi degli altri ma anche dei propri. E l'assenza del cittadino che consente all'uomo al potere di appoggiarsi sull'esistente, proprio qell'esistente che prima delle lezione ha giustamente avversato.
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