I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Registra il nostro contatto +39 3319188520 e inviaci le tue segnalazioni e foto su whatsapp
::: ... :::
 

''I am an antichrist, I am an anarchist...''. E nulla fu più come prima

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

ACCADDE OGGI – 40 anni fa usciva ''Anarchy in Uk'', brano che spaccò in due la storia del mercato discografico mondiale. Segnando l'inizio della meteora Punk

"Non so quello che voglio, ma so come ottenerlo, voglio distruggerti, perché sono un anarchico e non uno schiavo". Il 26 novembre del 1976 è una data a suo modo storica. Partì da qui, da un brano pieno di rabbia e di rottura, la rivoluzione musicale dei ''Sex Pistols''. Il 45 giri, dal titolo significativo, “Anarchy in Uk”, diede il via ad una meteora culturale, il ''Punk'' (Leggi l'articolo), che segnò profondamente e per sempre la musica del tempo e quella futura. Una bomba molotov nel cuore musicale dell'Europa.

Anarchici, situazionisti, compiaciuti della loro moda, i “punk” crearono una cultura che conosceva i suoi limiti e fece del tutto per non migliorarli. Una parabola necessaria, che doveva essere consumata nei tempi e nei modi previsti.

La prima volta che i Sex Pistols suonarono ''Anarchy in UK'' dal vivo fu a Manchester, nella seconda delle due storiche apparizioni in città nell'estate del 1976. Erano ormai mesi che i loro concerti causavano devastazioni e risse con il pubblico. Molti locali erano stati costretti a censurarli. Una band socialmente pericolosa, si disse all'epoca. Ma dietro i Sex Pistols c'era altro, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ancora oggi sono ritenuti un gruppo leggendario per la musica internazionale. Il motivo principale è che cantarono con rabbia una generazione senza prospettive e senza più ideali, senza futuro e senza lavoro, anticipando così il presente in cui è ormai certo che le generazioni dei prossimi decenni vivranno peggio dei loro padri e dei loro nonni. Un fatto mai constatato da quando si è industrializzato il mondo occidentale.

I Sex Pistols diedero il colpo di grazia alla favola hippy e si accorsero che il mondo era cambiato, più o meno consapevolmente. Attaccavano tutti, senza distinzioni: la Regina, il governo, tutti i valori politicamente corretti del Regno Unito, la religione, lo Stato, le autorità. La censura che tentò di fermarli fece dei Pistols un fenomeno giovanile diffuso. Un fenomeno che in qualche modo terrorizzava, faceva paura. E forse per questo più attraente. Lo sguardo di Rotten, sgranato e allucinato, non erano altro che l'icona di milioni di giovani che avevano compreso dove stavano andando a quale sarebbe stata la loro vita. Così i Sex Pistols segnarono quel sentimento con le loro chitarre stonate, in un periodo che infiammò, per un breve tratto di storia dell'Inghilterra e anche oltre, l'intera industria musicale tracciando una strada che influenzò, anche attraverso la nascita di altre band come i ''Clash'', sonorità e comportamenti che si sono raffinati nel tempo e hanno trovato sbocchi inattesi.

Cominciò ufficialmente tutto in quel 26 novembre del 1976, quando la pubblicazione di un brano svegliò bruscamente una nazione, palesando i fantasmi interiori che dopo quattro decenni sono ancora tutti tra noi.    

Aggiungi commento

ilmamilio.it non si assume alcuna responsabilità sulla veridicità dei dati rilasciati dagli autori dei commenti nonchè delle informazioni riportate negli stessi.

Inoltre non sono ammessi insulti e volgarità per questo i commenti sono vagliati dalla Redazione


Codice di sicurezza
Aggiorna