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Velletri, "Sul piano delle antenne" si esprime il Comitato

22-09-2014

VELLETRI - La nota del Comitato StopAntenne in merito alla "campagna di ascolto con i cittadini" relativa al "piano delle antenne" avviata dal Comune di Velletri.

 

"OSSERVAZIONI SUL “PIANO DELLE ANTENNE” DEL COMUNE DI VELLETRI



Il Piano territoriale per l’installazione di Stazioni Radio Base per la telefonia mobile nel Comune di Velletri, genericamente denominato “Piano delle antenne”, è entrato nella fase deliberativa dopo la redazione da parte della società Polab S.r.l. e la presentazione effettuata giovedì 7 agosto 2014. In questa fase la proposta del piano e i suoi allegati sono disponibili per la consultazione a tutti i cittadini e alle associazioni che possono far pervenire le proprie osservazioni.

Pertanto i sottoscritti promotori del Comitato Popolare Stopantenna , residenti in Velletri, in merito al predetto Piano, con il presente atto osservano quanto segue.

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Il controllo della salute dell’ambiente e delle specie che lo abitano, è demandato nella nostra Nazione alle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale: le A.R.P.A. svolgono attività di vigilanza, di controllo e di accertamento tecnico sulle cause di inquinamento acustico, dell’aria, delle acque, del suolo e del sottosuolo, comunicando in piena trasparenza l’attività informativa sullo stato dell’ambiente. Ai fini della salvaguardia del nostro territorio infatti la Legge Quadro 36/2001 “Legge Quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, attribuisce alla competenza delle Regioni (e quindi dei Comuni) l’indicazione degli obiettivi di qualità, consistenti in criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni ed incentivazioni, tali che non impediscano o ostacolino ingiustificatamente l’insediamento degli impianti di telecomunicazione (TLC).

L’ARPA Piemonte, nello specifico nella pubblicazione bimestrale di informazione di maggio-giugno 2004, introduce una metodologia per redigere un Piano territoriale per l’installazione di Stazioni Radio Base per la telefonia mobile o Piano di Macrolocalizzazione Comunale per impianti di telecomunicazione (TLC) , definendolo come “l’unico strumento di pianificazione territoriale per il corretto insediamento delle SRB (Stazioni Radio Base o Antenne)”.

Lo scopo dei Piani di macrolocalizzazione comunale è quello di pianificare uno sviluppo razionale del settore delle telecomunicazioni che garantisca al contempo la tutela della salute dei cittadini, la salvaguardia dei beni ambientali ed il mantenimento della qualità dei servizi forniti alla collettività e che tenda alla minimizzazione delle emissioni elettromagnetiche secondo il principio di cautela a cui si ispirano il D.M. 381/98 e la legge quadro 36/01.

Quindi l’erogazione dei servizi di telefonia mobile e di teleradiodiffuzione deve essere garantito nel pieno rispetto ed in coerenza con quanto previsto da:

  • art. 32 della Costituzione Italiana (diritto alla tutela della salute dei cittadini);

  • art. 174 del Trattato di Amsterdam (principio di precauzione): in un contesto di incertezza scientifica, in relazione al progetto CEM, avviato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la valutazione degli effetti biologici e definizione dei rischi per la salute indotti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM, dovuti a sorgenti come i telefoni mobili e loro stazioni radio base), sono state sviluppate varie politiche di cautela, fra cui il principio di precauzione. L’OMS, sulla base degli studi già condotti, ha annoverato il problema di questi possibili effetti dei CEM sulla salute umana, come emrgenza del prossimo futuro. Su tale politica si basa la Legge Quadro 36/01 che impone, per quanto riguarda la salute pubblica e dell’ambiente, di agire senza attendere che la scienza dimostri in modo definitivo ed inconfutabile gli effetti nocivi dell’esposizione ad agenti morbosi o sospetti. In campo ambientale, infatti le situazioni di iniziale incertezza scientifica costituiscono la regola, per cui è indispensabile intervenire cautelativamente proprio per evitare che il danno, quando si dispongono delle complete cognizioni scientifiche per valutare l’effettiva portata, sia ormai diventato difficilmente riparabile. La normativa detta ovvero dei limiti di precauzione: in Italia sono 20 V/m (Volt al metro) per le esposizioni Occasionali alle radiazioni e 6 V/m per quelle superiori a 4 ore, che quindi riguardano le case, le scuole e tutti i luoghi in cui per esempio c’è internet wi fi senza limiti. Il limite di Legge dei 6 V/m non coincide con il limite cautelativo che vale per i giudici in Tribunale: questo limite cautelativo è 0,6 V/m, con una risoluzione adottata dall’Aula Parlamentare fin dal 2011 di 0,2 V/m. Perchè dal 2011? Perché nel 2009 fu vinta in Italia la prima causa al mondo che stabilisce il nesso causale fra l’uso del cellulare e un particolare tipo di tumore alla testa. Dal 2010 tutti i gestori di telefonia mobile danno per iscritto precauzioni sull’utilizzo dei terminali mobili;

  • Art. 4 c.1 del D.M. 381/98 (principio di minimizzazione dell’esposizione della popolazione)

  • L. 833/78 (Istituzione del S.S.N. ed individuazione del Sindaco quale massima autorità sanitaria locale): CAPO III . “ Prestazioni e funzioni”: 32. (Funzioni di igiene e sanità pubblica). “Nelle medesime materie sono emesse dal presidente della giunta regionale e dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale”. E’ riconosciuta in questo modo, anche dalla attuale normativa, la competenza e l’autorità delle Regioni e delle amministrazioni locali in materia di salute pubblica.

Ciò premesso, il metodo di redazione di un Piano di macrolocalizzazione comunale per gli impianti TLCprevede fondamentalmente due fasi di lavoro:

FASE 1: Elaborazione del piano di macrolocalizzazione con indicazione grafica e tecnica (con redazione di carte tematiche a seguito di complesse elaborazioni e sovrapposizioni) delle aree ritenute idonee, non idonee e scarsamente idonee alla installazione di impianti di telecomunicazione (TLC), nonché di tutti gli impianti TLC esistenti sul territorio, censiti mediante misurazioni, con riportati tutti i dati correlati ad ogni impianto ( sia tecnici che amministrativi) .

Per aree idonee alla installazione di impianti TLC si intendono aree agricole, artigianali, industriali produttive e commerciali con nulla o scarsissima presenza di abitazioni, con un titolo preferenziale attribuito ai siti di proprietà comunale.

Per aree non idonee alla installazione di impianti TLC si intendono i siti sensibili:

- siti sensibili dal punto di vista sociale, come scuole, ospedali, case di cura, luoghi per l’infanzia, aree verdi, luoghi attrezzati per lo sport, il tempo libero e le aree turistico ricettive;

- siti sensibili dal punto di vista ambientale, come siti di interesse storico, ambientale, architettonico, paesaggistico, monumentale, archeologico e vincolati da leggi esistenti. Comprendono inoltre aree residenziali situate in zone già soggette ad una pressione ambientale, come aree con presenza diimpianti di telefonia mobile, al pari di Via Appia Sud e zone del centro, che proprio per la loro estrema sensibilità rilevabile vanno tutelate).

Per aree scarsamente idonee alla installazione di impianti TLC si intendono zone residenziali e siti posti nelle immediate vicinanze delle macroaree d attenzione (siti sensibili). Esiste inoltre un buffer di protezione di svariate decine di metri, dovuto alla propagazione di onde elettromagnetiche.

Alla definizione delle aree idonee, non idonee e scarsamente idonee all’installazione degli impianti TLC si perviene partendo dalla definizione delle destinazioni d’uso del territorio, i vincoli ed i fattori di pressione ambientale già presenti e ponderati dall’A.R.P.A. , i ricettori sensibili, le installazioni già esistenti, i livelli di fondo elettromagnetico. Questi fattori considerati singolarmente e nella loro complessità permettono di giungere a dire dove si possono mettere antenne perché si è sicuri di poter ridurre al minimo i danni e gli IMPATTI indotti sul territorio.

FASE 2: L’Amministrazione comunale con il piano di macrolocalizzazione così redatto ha gli elementi per poter verificare la compatibilità delle nuove installazioni con la destinazione d’uso del territorio ed i fattori di pressione ambientale già presenti individuati e ponderati dalla competente Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA). Solo dopo che l’amministrazione comunale redige il piano di macrolocalizzazione si richiede ai gestori degli impianti TLC (quindi anche di telefonia mobile) l’elaborazione delle PROPOSTE di microlocalizzazione, che vanno valutate alla luce di un’approfondita analisi di tutte le problematiche connesse alle varie installazioni richieste, secondo le indicazioni del piano di macrolocalizzazione GIÀ IN POSSESSO dell’amministrazione comunale.

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In merito a questa dettagliata premessa si contesta al “Piano delle antenne” redatto dalla società Polab S.r.l., incaricata dal Comune di Velletri, quanto segue:



1) IL PIANO È REDATTO DALLA SOCIETA’ POLAB SRL SECONDO LE ESIGENZE DEI GESTORI DI TELEFONIA MOBILE. E LA SALUTE DEI CITTADINI?

La società Polab Srl ha redatto la proposta di Piano territoriale per l’installazione di Stazioni Radio Base per la telefonia mobile nel Comune di Velletri, definito “Piano delle antenne” , come “…un progetto di localizzazione per l'installazione di nuove Stazioni Radio Base (SRB), privilegiando i siti di proprietà Comunale, a completamento dei piani di copertura del territorio richiesti dai gestori di telefonia.".

Leggendo il titolo è evidente che la “ratio” sottesa alla funzione del piano comunale delle antenne (ovvero, come scopo primario, di pianificare uno sviluppo razionale del settore TLC che garantisca al contempo la tutela della salute dei cittadini, la salvaguardia dei beni ambientali ed il mantenimento della qualità dei servizi forniti alla collettivita’ e che tenda alla minimizzazione delle emissioni elettromagnetiche secondo il principio di cautela a cui si ispirano il D.M. 381/98 e la legge quadro 36/01) è completamente disattesa e stravolta, dandosi la sensazione, già dalla premessa, che lo stesso sia concepito per le utilità dei gestori, piuttosto che dei cittadini. Infatti, rispetto a quanto descritto in premessa in merito alla redazione di un “Piano di macrolocalizzazione comunale” per impianti TLC, le proposte di piani di copertura del territorio richiesti dai gestori di telefonia avrebbero dovuto seguire la redazione del piano di macrolocalizzazione stesso, nonché presentate in compatibilità con lo stesso. Invece la Polab Srl ne ha fatto lo scopo principale su cui redigere il piano di localizzazione territoriale degli impianti di telecomunicazione.

2) ASSENZA DI PIANI DI COPERTURA GLOBALE DEL TERRITORIO

La Relazione Tecnica della Polab effettua una analisi della rete esistente sulla base delle installazioni esistenti e della pianificazione a breve termine, fornita dai gestori (anche se non da tutti).

Il documento redatto da Polab altro non fa che rappresentare graficamente i livelli teorici di inquinamento elettromagnetico delle SRB esistenti e di quelle future, sulla base dei dati tecnici forniti dai gestori.

Manca però, o comunque non è evidente da quanto descritto, un progetto di rete complessivo che dettagli la copertura dei vari gestori su tutto il territorio allo scopo di localizzare siti di possibili ubicazioni future anche nelle zone non individuate al momento dalle pianificazioni (annuali) fornite dai gestori.

Per essere più precisi, se ci si limita a verificare che siano nei parametri l'esistente e le localizzazioni fornite dai piani annuali, e non si prevedono TUTTI i siti per "garantire" la copertura dell'intero territorio, i cittadini (ed il Comune stesso) non saranno in grado di opporsi ad una futura richiesta di installazione non prevista tra quelle esistenti….!

In sintesi, i gestori si sono limitati a fornire indicazioni sulle esigenze di copertura indicando le aree in cui collocare le future SRB senza fare menzione della reale esigenza di copertura cellulare sul territorio di Velletri, né per le antenne da installare né per quelle già installate.

(A tal riguardo si riporta un’immagine estratta da un documento dell’ARPA Emilia-Romagna (http://www.arpa.emr.it/dettaglio_generale.asp?id=78&idlivello=189) in cui viene illustrata la modalità di funzionamento di una rete cellulare in funzione della diversa ubicazione delle SRB. Per questo motivo si ritiene necessario, prima di predisporre il Piano, conoscere la “rete cellulare” affinchè il regolamento possa valutarne la reale copertura sul territorio comunale ed eventualmente disporre di conseguenza la dislocazione delle SRB .

3) ASSENZA DI INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SENSIBILI, DEFINIZIONE DELLE ZONE PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI. ASSENZA DI MISURAZIONI SUL CAMPO

Il piano proposto non evidenzia se siano state fatte delle misurazioni sul territorio, anzi specifica che tutto si è svolto attraverso un software di simulazione.

Poichè però l'obbiettivo del piano deve essere anche e soprattutto la tutela della salute pubblica, perchè non si è accompagnato lo stesso (come si sarebbe dovuto) a misurazioni sul campo individuando soprattutto le zone sensibili? Ad esempio : scuole, ospedali, asili, luoghi frequentati a lungo.

Ciò si traduce in una lacuna insanabile del medesimo.

4) ASSENZA DI CARATTERIZZAZIONE DEI LIVELLI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI DEL FONDO DEL COMUNE DI VELLETRI E DELLE INTERAZIONE CON GLI ALTRI TERRITORI COMUNALI ADIACENTI IN PROSSIMITÀ DELLE AREE DI CONFINE COMUNALE

Nel piano redatto dalla società Polab Srl mancano le innumerevoli carte tematiche contenenti le svariate e complesse informazioni tecniche di studio approfondito del territorio del Comune di Velletri (vincoli e fattori di pressione ambientale presenti, ricettori sensibili, fondo elettromagnetico, installazioni già esistenti), nell’ottica soprattutto di una individuazione delle aree residenziali ed insediate situate in zone già soggette ad una pressione ambientale, come ad esempio la presenza di impianti di telefonia mobile già realizzati o previsti, e quindi da tutelare in qualità di aree ritenibili non idonee.

Il rilevamento dei fondi elettromagnetici di un territorio comunale in tutta la sua estensione, si ottiene da effettuati rilievi dei valori di induzione magnetica e/o di campo elettrico a bassa frequenza (5 Hz – 2 kHz) e dei valori di campo elettrico ad alta frequenza (100 kHz – 3 GHz) presso postazioni distribuite. Lo scopo di queste misurazioni e valutazioni consequenziali è di fornire una prima valutazione dei valori di campo elettromagnetico presenti in tutta l’area comunale e accertare se esistono zone in cui i livelli sono tali da costituire un pericolo potenziale per la popolazione residente. Ci si riferisce al principio di cautela o di precauzione (a cui si ispirano il D.M. 381/98 e la legge quadro 36/01), sancito dall’Art. 174 del Trattato di Amsterdam, e facente parte del progetto internazionale CEM ,avviato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) , per stabilire in forma aggiornata, gli effetti biologici e i rischi per la salute indotti dall’esposizione ai Campi Elettromagnetici (CEM)

Questo rappresenta in una corretta logica di redazione del “Piano delle antenne” la base per l’individuazione delle aree ritenute idonee, scarsamente idonee e non idonee alla installazione degli impianti di telecomunicazione (TLC) preventiva alla verifica successiva della compatibilità delle proposte dei gestori di telefonia mobile di potenziamento di impianti TLC esistenti e/o di nuova installazione . Tali rilevamenti devono essere inoltre resi a tutti comprensibili sia attraverso dettagliata relazione tecnico-scientifica che soprattutto graficamente su carte tematiche, ove siano riportati non solo i valori di attenzione, i cosiddetti valori limite o limite di precauzione normato dei 6 V/m: ci si riferisce anche al limite cautelativo che vale per i giudici in Tribunale di 0,6 V/m, con una risoluzione adottata dall’Aula Parlamentare fin dal 2011 di 0,2 V/m. Inoltre la valutazione deve riportare e individuare valori anche più bassi dei 6V/m normati , in relazione alla necessità di valutazione degli impatti cumulativi derivanti dalla sommatoria di più campi elettromagnetici indotti da varie fonti.

Ciò si traduce in una lacuna insanabile del medesimo piano della Polab Srl.

4) INFLUENZE TRA SORGENTI DI EMC E ALTRE FONTI DI INQUINAMENTO

Il piano NON individua ed evidenzia (come avrebbe dovuto) i luoghi che subiscono sovrapposizioni da fonti EMC, in particolare elettrodotti e trasmettitori radio/tv, verificando sul campo i livelli che non possono essere simulati dal software.

Casi di sovrapposizione ovviamente andrebbero delocalizzati, in quanto andrebbero a gravare la situazione di pressione ambientale di aree quindi già compromesse, e pertanto da ritenere non idonee alla installazione di impianti di TLC .

Il piano inoltre NON prende in considerazione le matrici ambientali esistenti né la pressione ambientale introdotta dall’inquinamento delle SRB, né su quelle esistenti né sulle nuove.

In sintesi, non si rilevano considerazioni sulla “salute” dell’ambiente nelle aree dove il nuovo piano prevede l’istallazione delle nuove SRB né sulle aree dove le antenne già esistono.

5) MANCATA PREVISIONE DI CO-SITING

Nel Piano (e ciò è stato ancor più evidente durante la sua presentazione) NON si sono privilegiati i siti in co-siting, con motivazione incomprensibile ed in contrasto con l’interesse pubblico che dovrebbe essere il criterio guida.



6) SPROPORZIONE NELLE ATTRIBUZIONI AI GESTORI

Il piano proposto censisce la situazione attuale, ma ci si attende che vengano fatte osservazioni in particolare da alcuni gestori.

Ad esempio salta all'occhio come TIM e H3G che hanno ottima copertura abbiano solo 4 antenne contro le 5 di WIND e le 12 di VODAFONE ! Ci si chiede come possano coprire il territorio questi gestori: o hanno antenne abusive o la effettuano da paesi limitrofi, ma (sempre per quanto descritto prima) se non conosciamo il territorio attraverso le misure e non prevediamo la copertura totale, nel momento in cui TIM decidesse di spegnere l'antenna di Roccamassima e proponesse una installazione a Malatesta, non avremmo strumenti per opporci.

Inoltre notiamo sempre per lo stesso motivo una sospettabile sproporzione con i comuni limitrofi, Albano per esempio ha 50 richieste e 12 installazioni, mentre Velletri ne ha solamente 25 su un territorio 6 volte più grande.

Dalla lettura del piano emerge che la TIM non ha fornito indicazioni in merito alle esigenze di rete (ovvero non ha dato indicazioni in merito alle nuove installazioni). Si ritiene che tale circostanza, oltre ad impedire un reale quadro relativamente all’inquinamento elettromagnetico presente sul territorio comunale, lasci intendere che, senza il supporto dei gestori, il “piano delle antenne” redatto da polab srl perda efficacia (cosa che non accadrebbe se il piano fosse stato redatto secondo i criteri dell’Arpa Piemonte riportati in premessa).

7) CRITERI PER LE MISURAZIONI

In merito all’installazione di due stazioni (mobili) per la misurazione dell’inquinamento elettromagnetico, si ritiene più utile ed economico affidare le misurazioni su territorio a professionisti qualificati con una gara ad evidenza pubblica secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

In questo modo, dato un budget annuale da definire, si potrebbe affidare ad un professionista un numero x di misurazioni ad un costo y (x e y saranno valuti in sede di apertura delle offerte).

Si evidenzia che, in merito alle misure rilevate dalla stazione fissa sita nei pressi della sede Caritas diocesana, si sono rilevate misure di diversa entità in un’area (più aperta) immediatamente a ridosso di una delle stazioni di misurazione.



8) AUTOREFERENZIALITA’ DELL’APPROCCIO AL PIANO

La documentazione redatta da Polab srl risponde a determinati criteri per la redazione dei “piani delle antenne” introdotti e sviluppati dalla stessa Società. In pratica la società Polab srl ha introdotto una metodologia di pianificazione territoriale per il corretto insediamento urbanistico delle SRB sviluppata dalla società medesima. Tale metodologia, come visto finora, si basa sui dati forniti dai gestori di telefonia mobile che dovrebbero annualmente introdurre le nuove esigenze di coperture di rete indicando preventivamente le ubicazioni delle SRB.Il Comune di Velletri, pertanto, si è avvalso di una metodologia sviluppata da una società privata e non ha seguito, per esempio, la metodologia introdotta da un’Amministrazione pubblica come l’ARPA Piemonte, così come dettagliatamente descritto in premessa.



9) LE MISURE DI TUTELA

Come noto, il D.LGS n. 259/03 ha attributi ai gestori di telefonia mobile poteri molto forti con la facoltà di installare le SRB secondo le esigenze dei gestori stessi.

Al riguardo, è bene evidenziare che la Corte di Cassazione (sezione III penale n. 32527 del 01/09/2010) ha evidenziato che, in materia di installazione di SRB, “l’Ente territoriale conserva un potere di valutazione circa la compatibilità delle opere necessarie per l’installazione del ripetitore con le regole in materia urbanistica e ambientale” .


Resta da chiarire, relativamente alla documentazione prodotta da Polab, il motivo per cui non si rilevano considerazioni in materia urbanistica ed ambientale.

Si ritiene opportuno che il piano delle antenne preveda considerazioni (e, pertanto, limitazioni motivate da valutazioni urbanistiche e di carattere ambientale) al fine di rendere il “piano delle antenne” sicuramente efficace. Diversamente, il “piano delle antenne” prodotto da Polab srl sembra fornire autorizzazioni postume alla SRB esistenti e autorizzazioni preventive per le installande antenne anzichè divieti tecnicamente motivati alle installazione delle stesse (con le motivazioni evidenziate dalla sopra citata sentenza della Corte di Cassazione).



10) DATI DI INPUT SOFTWARE SIMULAZIONE

Le rappresentazioni grafiche dell’impatto elettromagnetico elaborate nel “piano delle antenne” fanno riferimento a dati tecnici forniti dai gestori di telefonia mobile o, se non disponibili, da dati di letteratura tecnica. Non si rilevano riscontri strumentali circa la validità delle elaborazioni fornite. Si evidenzia che tali dati elaborazioni prive di riscontri strumentali non sembrano affatto cautelativi sulla reale incidenza dell’inquinamento elettromagnetico prodotto dalla antenne valutate.



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Per tutte le ragioni che precedono, e, pertanto, in ragione di tutti i lamentati vizi ed incongruenze che affliggono il Piano presentato, si chiede agli Organi del Comune di Velletri preposti che il medesimo venga respinto, a causa dei potenziali danni e/o delle censure di illegittimità anche dinanzi ai Giudici Amministrativi che potrebbero derivarne; e che il piano venga riformulato secondo i criteri scientifici sopra enunciati ed eliminando le lacune evidenziate."



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