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Frascati, le spoglie del cardinale Massaja torneranno in Piemonte?

25-09-2013

FRASCATI - Le parole pronunciate del cardinale Angelo Sodano a margine dell'incontro tra Papa Francesco e la comunità astigiana. Lo ha rivelato uno dei presenti
 
Le spoglie del cardinal Guglielmo Massaja, oggi nella chiesa di San Francesco D’Assisi a Frascati, potrebbero tornare nella terra che ha dato i natali al missionario. L’auspicio sarebbe stato espresso dal cardinale Angelo Sodano durante il pranzo in Vaticano con la delegazione astigiana che ieri ha fatto visita a Papa Francesco.

Il particolare è stato reso noto dal quotidiano ''La Stampa'', attribuendo la rivelazione a Mariangela Cotto, ex consigliera regionale, che faceva parte della delegazione ricevuta in Santa Sede.

Nato a Piovà (oggi Piovà Massaia), in provincia di Asti, nel 1809, Massaja frequentò il seminario del Collegio Reale di Asti, diventando frate cappuccino nel settembre 1826 presso Madonna di Campagna con il nome di Guglielmo, in onore del fratello maggiore, parroco. Fu ordinato sacerdote nel 1832. Divenuto cappellano dell'Ospizio Mauriziano di Torino, apprese nozioni di medicina e chirurgia; fu assistente spirituale di Vittorio Emanuele II e dello scrittore Silvio Pellico; decise poi di andare missionario in Etiopia.

Il suo apostolato vide quattro pellegrinaggi in Terra Santa, prigionie ed esilii, ma riuscì a fondare diverse missioni, centri assistenziali e compose il primo catechismo in lingua galla. Si adoperò alle cure endemiche, contro il vaiolo soprattutto, prendendo il soprannome "Padre del Fantatà" (Signore del vaiolo); favorisce spedizioni diplomatiche e scientifiche.

Fu decorato Grand'ufficiale dell'Ordine Mauriziano dal re Umberto I. Consigliere di Menelik II, Re dello Scioa, è considerato il fondatore di Addis Abeba (Nuovo Fiore), divenuta capitale dell'Etiopia nel 1889. L'imperatore Giovanni IV, intollerante del suo prestigio, lo esiliò il 3 ottobre 1879. Nel 1884 fu nominato arcivescovo e papa Leone XIII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 10 novembre.

Morì nella Villa Amirante a San Giorgio a Cremano, sulla facciata della quale è attualmente posta una lapide in sua memoria. Fu tumulato nella Chiesa di San Francesco d'Assisi di Frascati, dove aveva vissuto l'ultimo decennio in estrema povertà. Nel 1914 è iniziato il processo di beatificazione..



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