Nel ricordo di Severino Lavagnini

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MONTECOMPATRI - Dieci anni fa scompariva il senatore: un eccezionale rappresentante del territorio tuscolano

Dieci anni fa scompariva prematuramente Severino Lavagnini, indimenticato uomo politico tuscolano. Questo pomeriggio presso la prestigiosa Villa Tuscolana, un incontro per ricordare il grande impegno di Lavagnini per il proprio territorio: prima da sindaco e quindi da consigliere provinciale e regionale e quindi da senatore della Repubblica. Si intitola "Una vita dedicata al proprio territorio" ed è un incontro nel quale, con alcuni degli amici di sempre, ricordare la figura di uno degli esponenti pubblici più importanti dei Castelli romani.

L’appuntamento è a Villa Tuscolana, la più alta delle splendide ville rinascimentali costruite nel territorio Frascati, voluta come residenza estiva da Paolo III: il Papa che nel 1538 diede a Frascati il nome di Tusculum Novum, in omaggio all’antica Tuscolo.Un luogo che testimonia, insieme alle altre ville tuscolane cinquecentesche, e al sito archeologico di Tusculum, la ricchezza dei beni culturali e paesistici di questa zona  (che storicamente, conviene ricordare alla vigilia del Conclave che sta per iniziare, ha dato più papi alla chiesa, ovviamente dopo Roma, a partire dall’anno 955, compreso l’antipapa Benedetto IX).  

Con questo territorio Severino Lavagnini aveva uno stretto legame. Nato a Montecompatri il 26 settembre 1944, qui ha sempre risieduto. Fino alla morte, a soli 58 anni, giunta  improvvisa e inaspettata nella notte fra il 10 e l’11 marzo del 2003. Senatore della Repubblica per tre legislature, eletto nel collegio 21 di Marino-Colleferro-Frascati (nelle liste del Partito Popolare Italiano) è stato sottosegretario agli Interni nel 2000 e nel 2001. E’ stato inoltre Questore di Palazzo Madama  dal 6 giugno 2001 all’11 marzo 2003.

Ma anche se impegnato nelle più alte cariche dello Stato, ha sempre dedicato molta attenzione al suo territorio, contribuendo alla difesa dell’ambiente dei Castelli Romani e delle sue tradizioni. Si deve inoltre anche al suo contributo politico la creazione del Parco regionale dei Castelli Romani, nel quale è inserito il sito archeologico del Tusculum.

Lavagnini ha sempre dato prova di un equilibrio e di una sobrietà  riconosciuti da tutte le forze politiche. Anche da chi militava in campo opposto: “Lavagnini – ha riconosciuto Francesco Storace - è stato un avversario corretto, un politico accorto, una persona apprezzabile”. Nel decimo anniversario della morte lo ricordano il figlio, Silvio Lavagnini, libero professionista, che dal padre ha ereditato la dedizione al proprio territorio. Ed è stato commissario straordinario dell’IRVIT (l’Istituto Regionale per le Ville Tuscolane) ed oggi è segretario cittadino del Pd di Montecompatri. Il senatore Luigi Zanda, che dopo la morte di Severino Lavagnini ha preso il suo posto a Palazzo Madama. Bruno Astorre, eletto per la prima volta pochi giorni fa al Senato e proveniente da Colonna, nel medesimo territorio di Lavagnini. Enrico Gasbarra, segretario regionale del Pd ed ex presidente della Provincia di Roma. Franco Marini, ex presidente del Senato (dal 2006 al 2008). E infine, Goffredo Bettini e Nicola Latorre.

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