| |
Domenica pomeriggio andrà in scena allo stadio Pio XII un derby da brividi. Da una parte l’Albalonga del neo tecnico Capaccione, dall’altra parte la Lupa Frascati di Mario Apuzzo: due realtà profondamente diverse con una sola cosa in comune, l’ultimo posto in coabitazione con l’Ostiamare nel girone G di serie D. In pochi ad inizio stagione avrebbero pronosticato l’attuale situazione: l’Albalonga reduce da una stagione esaltante con Carboni in panchina e Polverino in campo arrivata a giocarsi i play-off promozione, la Lupa reduce da una brillante promozione sotto la guida di super Mario ed i colpi di genio di Gioacchini, Barile e Bernardi. In estate, insomma, c’erano tutti gli ingredienti per costruire una stagione divertente, magari non alla ribalta della cronaca, ma sicuramente più tranquilla di quello che oggi si sta rivelando. Due percorsi diversi quelli che hanno portato Albalonga e Lupa Frascati all’ultimo posto dopo ventiquattro giornate di campionato: quella della società di Camerini è stata una programmazione della stagione che si è rivelata fallimentare, quella tuscolana una programmazione per una stagione consapevolmente da vivere sul filo del rasoio. Ad Albano è stata sbagliata la scelta del successore di Carboni, mister Pietropaoli promosso dalle giovanili con la speranza di ripetere l’intuizione azzeccata del suo predecessore non ha avuto successo: l’arrivo di Perri, per altro sfortunato per la serie infinita di infortuni a cui i biancoazzurri hanno dovuto far fronte, non ha migliorato certo la situazione, la patata bollente è ora nelle mani di Capaccione. Sbagliata è stata anche la campagna acquisti con giocatori che non hanno reso, vedi Orocini e Raso in luogo di Polverino partito per Caserta, e clamorosi addii: ad un Sandro Bucri non si rinuncia tanto più se lo storico attaccante albanese passato alla Pescatori Ostia a dicembre è tutt’ora il miglior cannoniere dell’Albalonga. A Frascati il budget iniziale ridotto ha portato alla costruzione di una formazione giovane ma incompleta, le sessioni di mercato di ottobre e dicembre hanno aggiustato le cose completando una squadra che comunque non riesce ad esprime lo stesso gioco brillante dello scorso anno. In casa Lupa c’è poi il limiti del cinismo, troppi i peccati veniali commessi dai giallorossi: ogni peccato pagato per altro a carissimo prezzo, non ultima la sconfitta interna con la capolista Isola Liri a cinque minuti dalla fine. Domenica però le analisi sul rettangolo di gioco non ci saranno: vincerà la paura di perdere o la voglia di una delle due squadre di tirarsi fuori dalle secche di una classifica orrenda? Se fosse la seconda a prevalere, chi vincerà spingerà sempre più nel baratro l’avversaria…mors tua, vita mea appunto. |