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POSA ha fatto la sua mossa, finalmente, e conta di raccogliere buoni frutti. Difficile che però questo accada. La mossa per il momento è stata comunque soltanto abbozzata: quanto basta per indurre chi finora ha alzato i toni (quelli del Pd-L’Ulivo) a mettere i puntini sulle ‘i’. “Caro Posa il rimpasto non serve a niente. Piuttosto, pensa a coinvolgersi e a non fare tutto di testa tua”. Non sono questi i contenuti delle dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del gruppo di “dissidenti”, ma la sostanza è la medesima.
La sensazione – politicamente parlando – è che questa avventura, l’avventura del Posa 2, sia agli sgoccioli. Sembra quasi come se di giorno nel centrosinistra si lavorasse (anche se sollecitazioni esterne) per ritrovare la quadra e che, di notte (o al bar…) invece le distanze si ricomponessero, uguali a se stesse. Se non addirittura acuite. Che insomma la congiuntura sia di quelle brutte davvero: da una parte la corsa alle Provinciali, con tutto quanto questo comporta; dall’altra lo stravolgimento politico a livelli superiori; non ultime, chiaramente, quelle tensioni che a quanto si sente non sono state davvero così superate. L’esperienza di Posa e della sua squadra a palazzo Marconi, dunque, volge davvero al termine
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