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ERA accaduto, è accaduto di nuovo, e riaccadrà. Il problema è a monte, ma è anche un problema di comunicazione interna. E non lo diciamo noi.
La questione antenne di telefonia mobile è una delle giungle più insidiose nelle quali addentrarsi. Perché mancano norme certe, perché anche mancano risposte e referti certi sugli effetti dell’esposizione. Un sommerso di certificati, carte, autorizzazioni, furti e furbetti che rende la matassa intricatissima. Scendiamo nello specifico di Frascati. Era insomma già accaduto nello scorso autunno che i residenti di via Fermi (Sp del Sincrotrone) svegliandosi un bel mattino si fossero trovati davanti casa piazzato un bel traliccio alto una dozzina di metri. Una struttura costruita in fretta a furia nottetempo, tanto per non dare fastidio e per far trovare i cittadini di fronte al fatto compiuto. Una gran bella specialità tutta italiana, che accompagna la storia repubblicana – ma non solo – dagli albori, fino agli scampati pericoli golpisti, fino agli apparati statali segreti. Della serie: è inutile prendersela, ormai è tutto fatto. Tornando all’antenna la grande sorpresa fu quella di accorgersi che il Comune, che pure si era prodigato – cosa non da tutti, senza falsa ironia – nell’approvare un Piano ad hoc per le antenne, non ne sapeva nulla. Bella forza, dal momento che l’accordo era stato stipulato tra le FS e il gestore di telefonia: dunque all’insaputa dell’istituzione ma non, a quanto pare, degli uffici. E qui giungiamo al già citato difetto di comunicazione interna a palazzo Marconi: non lo diciamo noi, lo dice un assessore. Ovvero: gli uffici concedono autorizzazioni (legittimamente) senza però avvisare l’amministrazione. Domanda: sono tenuti gli uffici a rendere edotti gli assessori competenti su quanto accade o no? Oppure sono gli assessori a doversi attivare per capire quanto accade nella stanza accanto? Sta di fatto che ci risiamo: le FS in barba a quanto disposto dal Comune continuano a stipulare accordi privati e a piazzare antenne senza dire a niente e a nessuno. Se non, pare, agli uffici che, sembra, qualche autorizzazione devono concederla (previa verifica delle carte, quantomeno per la Dia). Nel caso dell’antenna di via Fermi ufficialmente finì con la sospensione dell’attivazione del traliccio (per un cavillo o poco meno) che però si trova ancora lì dove è stato messo e nessuno sa se effettivamente sia in funzione o meno. Stavolta ci si potrebbe appellare ai vincoli paesistici, o a qualcosa di simile. E la prossima volta?
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