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  ATTUALITA' - IL CORSIVO
  a cura di Marco Caroni
  08/04/2008
 

 

 

L’URNA E LA GABBIA DEI LEONI

 

 

   
 

ANCORA un soffio di giorni e la grande giostra delle elezioni darà finalmente il meglio di sé: l’apertura dei seggi. Il circo elettorale sta per chiudere i battenti col pezzo forte: la “corsa” alle urne che poi tanto corsa alla fin fine non dovrebbe essere. Quel che è certo è che quella in versione 2008 è stata una campagna elettorale atipica: nei tempi, nei modi e nei toni. Nei tempi perché un carrozzone già tarato per fare la corsa solo su una consultazione tutto sommato di relativo interesse (quella per la Provincia) ha dovuto in fretta e furia riadattarsi a nuove e più “prestigiose” necessità. Sempre che di prestigio, in una politica sempre più lontana dalla gente, si riesca ancora a parlare. Atipica anche nei modi e nei toni, dove a dominare è stato un “fair-play” di facciata che di contro ha saputo nascondere molto meglio lo scontro tra schieramenti – ormai praticamente logoro – che quello stesso interno ai grandi partiti. Nel Pd e nel Pdl. Una campagna elettorale nella quale la vera incognita, prim’ancora che l’esito di un voto che in molti vedono vicino al pareggio (ma diffidare di previsioni e proiezioni, prego), è un’affluenza alle urne che potrebbe toccare punte di astensionismo mai verificatesi finora. Complice un’overdose di elezioni, una legge elettorale che nessuno vuole e che pure tutti tengono e un’apatia amministrativa che rappresenta il vero ostacolo per un rinnovamento della classe dirigente che tutti predicano ma che nessuno realmente attua. L’attaccamento alla poltrona – e di esempi ce ne sono migliaia, anche vicinissimi alla realtà tuscolana -, insomma, rischia alla fin fine di trasformarsi in un pericolosissimo boomerang dalla traiettoria inintuibile anche per i più rodatissimi interpreti di quel circo chiamato politica. Dove, a forza di tirare la corda, qualcuno finirà col trovarsi da solo nella gabbia dei leoni. E venirne furiosamente sbranato.