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EDITORIALE
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CRONACA |
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11/02/10
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a cura di
Marco Caroni |
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Opinione pubblica dormiente
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MA l’opinione pubblica che fa? Ma l’opinione pubblica chi è? E soprattutto: dov'è? Dorme o forse fa finta. O semplicemente gioca al gioco delle tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Tira a campare. Possibile che per vedere qualcuno scendere in piazza e protestare bisogna rivolgersi a Formello ed ai tifosi inviperiti per la Lazio che rischia di scendere in serie B? Abituati al peggio, nel peggio restiamo – per usare un termine tanto in voga in questi giorni – ‘gelatinosamente’ invischiati. Corruzione ovunque, scandali sessuali come se piovesse. Ha ancora un senso la parola 'scandalo' se poi non suscita più sorpresa, indignazione, pretesa di giustizia? Vogliamo poi parlare dei gusti? Discutibili, è vero, Ma tant’è. Chissenefrega. E così tutto scorre, trascinando una storia italiana che qualcuno dovrà pur avere un giorno l’ardire di raccontare. Fa tenerezza rivedere le immagini di quell’ormai lontano 3 aprile 1993 quando, assiepata fuori l’Hotel Raphael una folla indignata e civilmente rabbiosa lanciava monetine contro quel Bettino Craxi simbolo dell’illecito finanziamento ai partiti. Una tenerezza fanciullesca. Come di chi si guarda indietro e si accorge di essersi scandalizzato, al liceo, nel vedere due compagni di classe camminare mano nella mano.
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