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  EDITORIALE - CRONACA  
  del 15/12/09  
  a cura di Marco Caroni  
 
  LIBERO PENSIERO IN LIBERO CORPO  
 

 

Libero pensiero in libero corpo. Destrumentalizzare il pensiero e riconsegnarlo all’individuo. Un’impresa non facile. Rimuovere le etichette posticce applicate su menti e dita molto più rapide ad allinearsi, di qua e di là – ovviamente – che a provare a riflettere, a navigare il Pensiero, l’Opinione con le proprie forze. Ristrutturare il pensiero logico, riappropriarsi di una propria individualità intellettuale che, anticonformista allo spauracchio del relativismo, ridoni la pienezza alla persona. In un momento in cui lo schierarsi, l’appartenenza ad un gruppo, ad un filone pseudo intellettuale e ben fornito di vessilli, appare come l’unica via di affermazione (ma attenzione a scegliere il cavallo di volta in volta vincente, che altrimenti si rischia il disarcionamento), l’essere in quanto tale, in quanto affermazione di personalità e di unicità, passa in secondo piano. Oculatamente manipolato da una strumentalizzazione socio-politico-culturale che tende costantemente alla spartizione in due del mondo pensante, ad una forzata artefatta dicotomia, che appiattisce ed omologa. Disaffermando il potere dell’individuo, orientandone artatamente desideri, gusti ed opinioni, riducendo il libero pensiero ad accezione e minoranza. Libero pensiero in libero corpo, dunque. Nella completa riaffermazione dell’intelletto e della singolarità di ognuno.